Importante sentenza della Corte d'Appello di Firenze in tema di riciclaggio e norme antiriciclaggio

Si è concluso il 7 giugno scorso, avanti La Corte d'Appello di Firenze, un lungo processo penale che ha coinvolto, fra gli altri, un funzionario di Banca (direttore di Filiale), condannato in primo grado a tre anni di carcere e ad una multa di 6.000 euro, per riciclaggio, per non avere svolto correttamente l'adeguata verifica della clientela e per non avere segnalato operazioni sospette ai sensi del decreto 231/2007. 
La difesa è stata svolta dall'Avvocato Ermanno Cappa, titolare dello Studio Milanese Cappa & Partners, unitamente all'Avvocato Sigfrido Fenyes, del Foro di Firenze.
La sentenza di condanna 1° grado è stata praticamente ribaltata e Il funzionario è stato assolto "perché il fatto non costituisce reato".
La Corte d'Appello, in sostanza, accogliendo la linea difensiva, ha escluso la sussistenza di un pericoloso automatismo fra l'ipotetica violazione della normativa speciale antiriciclaggio (decreto legislativo n. 231-2007) e le norme del codice penale riguardanti il riciclaggio (artt. 648-BIS, 648-TER e 648-TER.1).
La decisione costituisce un precedente di indubbia importanza sul tema dei doveri antiriciclaggio dei funzionari di banca (e dei professionisti) sotto il profilo della rilevanza penale dei loro comportamenti. 
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